Abbiamo controllato lo stato delle piante e delle olive, osservando la distribuzione dei frutti, il grado di maturazione e l’eventuale presenza di problemi. Particolare attenzione è stata data alla mosca olearia, controllando le olive per verificare la presenza di punture o altri segnali di attacco. In questo oliveto abbiamo inoltre osservato come le piante stanno reagendo alla potatura. Dopo aver alleggerito le parti più alte della chioma e riportato maggiore luce verso il basso, iniziano a comparire nuovi germogli e nuovi rami anche nelle zone inferiori, un primo segnale della risposta delle piante al lavoro fatto.

Oliveto Resta
La Cavallina Bassa
Un oliveto di circa 2.500 m², composto da una sessantina di piante, di cui una ventina ultracentenarie. Nel marzo 2026 ci è stato affidato da una proprietaria che non aveva più la possibilità di occuparsene con continuità. Al momento della presa in gestione, gli olivi non venivano potati da circa cinque o sei anni. Le piante più grandi e antiche avevano sviluppato chiome molto fitte e ombreggianti, che impedivano alla luce di raggiungere le parti più basse. Questa condizione aveva provocato il progressivo disseccamento di numerosi rami inferiori, riducendo l’equilibrio e la vitalità complessiva delle piante. Il percorso di recupero prevede quindi una riapertura graduale delle chiome, con l’obiettivo di riportare luce, aria e nuova vegetazione nelle porzioni più basse degli alberi, senza sottoporre le piante più vecchie a interventi eccessivamente drastici.
Dati verificabili
Un recupero che puoi verificare.
Superficie, lavorazioni, raccolte e lotti restano collegati all'oliveto, così l'avanzamento è leggibile nel tempo.
Superficie
2.500 mq
Lavorazioni
4
Raccolte
0
Bottiglie collegate
0
Stato del recupero
Ogni acquisto porta lavoro reale su questo campo.
La percentuale di recupero racconta interventi, manutenzione, pulizia, raccolte e nuovi lotti resi possibili dal modello Resta.
Avanzamento
50% recuperato
Olive raccolte
0 kg
Olio prodotto
0 kg
Resa media
—
Patrimonio varietale
Le cultivar dell'oliveto
Dolce Agogia
Cultivar locale, con noti più dolci
Frantoiano
Cultivar locale, autoimpollinante
Leccino
Cultivar locale, non è autoimpollinante, l'oliva tende ad avere una maturazione precoce rispetto alle altre cultivar locali
Moraiolo
Cultivar locale con note piccanti, curiosità: rispetto ad altre cultivar tende a staccarsi più difficilmente
Cura nel tempo
Lavori eseguiti nell'oliveto
Lo storico rende visibile la continuità del recupero: non un intervento isolato, ma lavoro agricolo documentato nel tempo.
Trattamento a base di caolino, una polvere minerale naturale che, una volta distribuita sulla pianta, forma una sottile patina protettiva su foglie e olive. Questa copertura rende le drupe meno attrattive per la mosca olearia e contribuisce a riflettere parte della radiazione solare, limitando il surriscaldamento e la perdita d’acqua attraverso le foglie. Un intervento pensato quindi per proteggere il raccolto e aiutare la pianta ad affrontare meglio i periodi più caldi e asciutti dell’estate.
Installazione di trappole feromoniche di tipo *attract and kill*, progettate per attirare e neutralizzare in modo mirato la mosca olearia. A differenza di sistemi meno selettivi, queste trappole sfruttano il feromone specifico della specie, il 1,7-dioxaspiro[5.5]undecano, concentrando l’azione sull’insetto bersaglio. Questo permette di proteggere le olive riducendo fortemente il coinvolgimento degli insetti utili e degli impollinatori, come le api.
Potatura parziale di riforma Siamo intervenuti con una potatura di riforma su circa il 60% delle piante presenti nell’oliveto. Le chiome si presentavano molto fitte e completamente chiuse, con una limitata penetrazione della luce e numerose parti secche, soprattutto nelle zone interne e inferiori. L’intervento ha permesso di eliminare il legno maggiormente compromesso, riaprire gradualmente le chiome e iniziare a restituire alle piante una struttura più equilibrata, luminosa e arieggiata. Il recupero verrà completato progressivamente, osservando la risposta degli olivi ed evitando interventi eccessivamente drastici in un’unica stagione.
Il luogo
Dove nasce questo olio
Ogni oliveto recuperato racconta una parte del progetto Resta: terreni che rischiano di essere dimenticati, alberi che tornano produttivi e lavoro agricolo che diventa tracciabile.
Questo oliveto contribuisce al recupero di circa 2.500 mq di paesaggio agricolo.
Mappa esterna disattivata
Per mostrare la mappa dobbiamo contattare un fornitore esterno. Puoi abilitarla senza accettare altri tracciamenti.
Raccolte